Il Meeting fa propria la visione di SIMTUR che, attraverso il piano “Visio2050 – Viaggio nell’Italia del 2050“, lancia la sfida di condividere un obiettivo concreto e raggiungibile: città a emissioni zero attraverso il 50% di mobilità ciclabile e il 50% di mobilità elettrica (da fonti rinnovabili).

Le politiche dei trasporti vanno ottenendo una centralità prioritaria nelle agende politiche nazionali e internazionali, riconoscendo l’urgenza di accelerare la transizione verso modelli di mobilità che garantiscano la sostenibilità ambientale, l’efficienza dei sistemi e l’economicità per i cittadini, oltre a realizzare un più ampio scenario di adeguamento degli stili di vita e di consumo alle esigenze del presente e del futuro.

La transizione verso una mobilità sostenibile e decarbonizzata – con la progressiva sostituzione dei veicoli tradizionali alimentati con carburanti derivati da combustibili fossili – ha registrato negli ultimi anni una accelerazione significativa, grazie anche alla spinta dell’evoluzione tecnologica della mobilità elettrica, che oggi appare il settore che esprime le maggiori potenzialità per accompagnare una trasformazione epocale e contribuire ad una significativa riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

La E-Mobility non è soltanto l’improvvisa apparizione dei monopattini elettrici o delle biciclette a pedalata assistita nelle nostre città, ma va compresa nell’ottica di una filiera che – lungo la catena di produzione – riunisce operatori di diversi comparti e genera nuove opportunità di collaborazione tra aziende appartenenti a più settori o cluster, significativamente diversi dai rapporti tipici nell’industria del Novecento:

  • manifattura: produttori e assemblatori di veicoli elettrici – dalla bicicletta all’automobile, passando per segway e hoverboard – ma anche di tutta la relativa componentistica e attrezzatura;
  • distribuzione e vendita: nuove reti di diffusione, anche attraverso piccoli punti vendita e nel contesto di ambienti diversificati;
  • manutenzione e servizi di assistenza: si pensi alle ciclofficine, ma anche alle attività di manutenzione ed ai servizi di noleggio/sharing di mezzi a una, due o quattro ruote;
  • riciclo e “materia prima seconda”: il settore del riuso di materiali e componenti standard ed elettrici dei veicoli (compresa la rigenerazione delle batterie per usi diversi e domestici), in ottica di economia circolare, da stimolare fin dagli ambiti di progettazione;
  • rete infrastrutturale di ricarica: ricomprende i produttori e gli installatori di componentistica per l’infrastruttura di ricarica (colonnine elettriche pubbliche e “wall box“);
  • trasporto pubblico elettrico: non solo bus elettrici, che già rappresentano una realtà in molte aree urbane, ma stazioni intelligenti grazie all’integrazione di schermi, sensori, videocamere, pannelli fotovoltaici e servizi di connettività. Le stesse pensiline dei bus possono diventare soluzioni sostenibili, integrate, efficienti e interattive, che ridefiniscono lo spazio urbano e trasformano tempi morti in momenti di utilità per gli utenti / i pendolari / i visitatori.
Ecomobility

La nuova mobilità urbana? Condivisa, multimodale, elettrica, connessa, accessibile.

Turisti, famiglie, anziani, persone con mobilità ridotta: ognuno di noi ha necessità diverse nel momento in cui si muove in città. Per esempio, l’origine e la destinazione possono essere le stesse, ma l’itinerario ideale potrebbe essere diverso. Un turista potrebbe scegliere una strada più lunga ma panoramica, un anziano evitare cambi e coincidenze, un lavoratore muoversi in modo efficiente ottimizzando i tempi e, magari, passando a fare la spesa prima di tornare a casa…

Il trasporto pubblico può ora affrontare la sfida di offrire itinerari e soluzioni di prezzo differenti per ciascuna tipologia di utente.

La gestione dei “big data” apre la strada a modelli predittivi e “real time che consentono nuove opportunità di gestione della flotta e di ottimizzazione della frequenza e capienza dei bus in circolazione. Grazie ai PUMS ed ai PSCL, per fare un esempio, nelle ore di punta le centrali operative possono essere raggiunte da notifiche che suggeriscono l’inserimento in circolazione (o, meglio, la preventiva pianificazione) di mezzi più capienti, oppure una intensificazione della frequenza delle corse.

Da ultimo, ma non meno significativo, il trasporto pubblico locale potrebbe diventare a breve un vero e proprio alleato dell’ambiente, del clima e dei cittadini, attraverso l’installazione di sensori ambientali, videocamere e altri dispositivi di bordo che consentono di raccogliere informazioni in tempo reale sullo stato del manto stradale, del traffico, della raccolta dei rifiuti, della sicurezza urbana, contribuendo così all’ottimizzazione di numerosi altri servizi pubblici.