Smart travel è l’area tematica del Meeting che risponde alla precisa volontà dei territori e delle destinazioni di garantire risposte concrete ai bisogni reali delle persone. Anzitutto ascolto e relazione, quindi. Con quali protagonisti? Le comunità locali, chiamate a partecipare attivamente alla costruzione dei servizi, che così lavorano per affermare il miglioramento della qualità della vita di tutti.

La valorizzazione del patrimonio culturale e la promozione turistica non può essere un semplice processo di integrazione di tecnologie al servizio del turismo o della fruizione culturale. Se fosse semplicemente così, gli strumenti non mancherebbero: QR code, nodi di rete wi-fi, realtà aumentate, mappe intelligenti, app dedicate… ma nessuna tecnologia consente davvero di viaggiare smart se non si arriva in una destinazione in modo intelligente e se non ci sono strumenti che consentono di attivare una relazione con i luoghi e con le comunità locali.

È la logica dei modelli “dal basso”, contrapposta a quella delle soluzioni calate dall’alto. Con la proposta nazionale SIMTUR delle “piccole patrie“, ad esempio, le tecnologie diventano abilitanti perché centrali fin dalla fase di ascolto (di individuazione e candidatura delle “Meraviglie d’Italia“),  nel favorire la partecipazione e la co-progettazione, oltre che la diffusione e lo scambio di informazioni, l’integrazione e la collaborazione.

Le infrastrutture hanno certamente la loro importanza (a queste il Meeting dedica il Premio Go Slow), ma è solo attraverso la mobilità dolce e il coinvolgimento delle comunità nello sviluppo delle soluzioni che si può arrivare a realizzare modelli di Smart Travel, in cui le tecnologie e le capacità umane si incontrano in modo creativo e le comunità stesse diventano portatrici di innovazione. Riassumendo: partecipazione attiva dei cittadini, governance illuminata e tecnologie sono i tre fattori abilitanti che consentono di creare destinazioni turistiche evolute, fondate sul concetto di cittadinanza temporanea, ovvero forme di accoglienza e di ospitalità che fanno sentire gli ospiti a proprio agio e di entrare in sintonia con i luoghi e le persone, fosse anche soltanto per un weekend.

I primi turisti di una città sono i residenti. Un luogo nel quale si vive bene è più attrattivo anche per i viaggiatori. L’ingresso dell’umanità nell’era delle pandemie ha accelerato la percezione che il turista in visita non è solo un fruitore di servizi esclusivamente dedicati ma condivide con il residente l’intera realtà locale, con tutti i suoi servizi (o disservizi) in termini di mobilità, sicurezza, salute, paesaggio, tutela ambientale, accessibilità…

Turismo sostenibile

I TERRITORI E LE COMUNITÀ PROTAGONISTI DEL MEETING

Pensiamo a software e app che possono contribuire a processi di consapevolezza, partecipazione e costruzione di contenuti utili al miglioramento dei servizi e, di conseguenza, all’immagine di una destinazione, oltre che all’accoglienza turistica. Ad esempio www.sharry.land, che non solo offre al visitatore il vantaggio dell’immediatezza garantito dalla geolocalizzazione, non solo consente di partecipare ad un sistema evoluto di recensioni (molto più autentico di altri), ma consente di entrare in contatto reale con i protagonisti dell’accoglienza, dell’ospitalità, dell’artigianato, della ristorazione, delle produzioni tipiche dell’agricoltura e dell’artigianato.

E’ così che ogni comunità in cui sia vivo e presente un forte senso di identità, consapevole del proprio patrimonio, può diventare testimonial naturale del proprio territorio. È sempre dalle persone che si dovrebbe partire, perché l’immagine di una destinazione turistica è realizzata dalla comunità intera, non dai singoli monumenti, per quanto significativi. L’area Smart Travel del Meeting è dedicata a tutte le realtà locali e regionali che investono nella cura dell’ospite, nell’ascolto attivo delle reali esigenze dei visitatori ma – non di meno – sul benessere delle comunità locali, delle identità e dei paesaggi culturali.